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Causa ambientale fondamentale: 4.500 ricorrenti prendono di mira il colosso del pollame e la Water Utility

Una battaglia legale di portata senza precedenti si sta svolgendo presso l’Alta Corte del Regno Unito, mentre più di 4.500 residenti e imprenditori cercano giustizia per il degrado del fiume Wye e dei suoi affluenti, il Lugg e l’Usk. La massiccia azione collettiva prende di mira Avara Foods, uno dei maggiori produttori di pollame del Regno Unito, e Welsh Water, accusandoli di inquinamento sistemico che ha devastato gli ecosistemi e le economie locali.

Un fiume in crisi

Il fiume Wye, storicamente uno dei corsi d’acqua più celebri del Regno Unito, ha subito una trasformazione visibile e spiacevole. I residenti locali e gli imprenditori descrivono un fiume che, durante i mesi estivi, diventa puzzolente, viscido e ricoperto di spesse alghe verdi.

Questa “fioritura algale” non è solo una questione estetica; rappresenta un cambiamento fondamentale nella chimica del fiume. L’accusa legale sostiene che l’inquinamento deriva da due fonti primarie:
Deflusso agricolo: lo spargimento di letame di pollo sui campi arabili vicini, che rilascia nell’acqua elevati livelli di fosforo, azoto e batteri.
Scarichi fognari: Fuoriuscite dalle infrastrutture idriche che contribuiscono al sovraccarico di nutrienti.

“Questo semplicemente non è l’aspetto, l’atmosfera o l’odore di questo fiume”, ha detto la principale ricorrente Justine Evans, una regista di film sulla fauna selvatica. “C’è stato un fallimento sistemico… l’unica linea d’azione è intraprendere azioni legali e far pagare chi inquina.”

La scala dell’agricoltura industriale

La controversia è profondamente legata alla rapida espansione dell’allevamento di pollame industriale nel bacino idrografico del Wye. Attualmente, circa 24 milioni di polli, circa un quarto della popolazione totale del Regno Unito, vengono allevati in enormi capannoni all’interno di questa regione.

Mentre sono gli agricoltori locali a distribuire fisicamente il letame come fertilizzante, il team legale di Leigh Day sostiene che la responsabilità ricade più in alto nella catena di approvvigionamento. Sostengono che Avara Foods e la sua controllata, Freemans of Newent, hanno orchestrato l’espansione della produzione pur sapendo che ne sarebbero seguite le conseguenze ambientali. I ricorrenti sostengono che coloro che traggono profitto dalla catena di approvvigionamento devono essere ritenuti responsabili della sua impronta ecologica.

Ricaduta economica ed ecologica

Il declino ambientale si sta traducendo direttamente in perdite economiche, in particolare per quelle legate alle risorse naturali del fiume.

L’impatto sui mezzi di sussistenza locali:

  • Industria della pesca: le popolazioni di salmone, un tempo alimento base del Wye, sono in uno stato critico.
  • Turismo e attività ricreative: Man mano che il fiume diventa meno praticabile, pescatori e visitatori stanno scomparendo.
  • Imprese locali: coloro il cui sostentamento dipende dalla salute del fiume chiedono un risarcimento per i danni causati dal peggioramento della qualità dell’acqua.

Nathan Jubb, un responsabile della pesca locale (gillie), ha osservato che mentre le popolazioni di salmone sono crollate, la presenza di spesse alghe rende quasi impossibile persino localizzare il pesce, allontanando permanentemente i pescatori dalla zona.

La difesa: “mal concepita” e “fuorviante”

Entrambi gli imputati hanno fortemente contestato le accuse:

  • Avara Foods ha respinto le affermazioni definendole “errate”, affermando di ritenere che la causa manchi di una base scientifica adeguata. L’azienda sostiene che la salute del fiume è influenzata da una serie di fattori e ha notato che i livelli di fosforo sono effettivamente diminuiti a partire dagli anni ’90.
  • Welsh Water ha descritto il caso come “fuorviante”, sottolineando i suoi significativi investimenti nella riduzione dei nutrienti. La società ha riferito di aver speso 76 milioni di sterline tra il 2020 e il 2025, con l’intenzione di investire ulteriori 87 milioni di sterline fino al 2030.

Perché è importante

Questo caso è considerato un momento giuridico fondamentale per la legislazione ambientale del Regno Unito. In caso di successo, potrebbe costituire un potente precedente su come viene definita la “responsabilità della catena di fornitura”, ritenendo potenzialmente le grandi aziende responsabili dell’impatto ambientale delle pratiche agricole che finanziano e controllano.


Conclusione: Questa massiccia azione collettiva rappresenta un test critico per verificare se i produttori industriali su larga scala e le società di servizi pubblici possono essere ritenuti legalmente responsabili per il danno ambientale cumulativo causato dalle loro attività.

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