I parlamentari britannici chiedono il divieto delle “sostanze chimiche per sempre” nei beni di consumo quotidiano

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Un gruppo di legislatori britannici sta spingendo per un divieto totale dei PFAS, una classe di sostanze chimiche artificiali utilizzate per rendere i prodotti resistenti alle macchie e idrorepellenti, a meno che non siano ritenuti strettamente essenziali. La proposta, guidata dal Comitato per il controllo ambientale della Camera dei Comuni, prende di mira articoli domestici comuni tra cui uniformi scolastiche, pentole antiaderenti e imballaggi alimentari.

Il dilemma della “chimica per sempre”.

I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono costituiti da oltre 15.000 diversi composti sintetici. Sono apprezzati dai produttori per la loro capacità unica di resistere a olio, acqua, calore e radiazioni UV. Sebbene queste proprietà siano vitali per applicazioni salvavita come apparecchiature mediche e schiume antincendio, rappresentano una significativa minaccia ambientale.

Il termine “prodotti chimici per sempre” si riferisce alla loro più grande forza e al loro difetto più pericoloso: non si decompongono naturalmente. Una volta rilasciati nell’ecosistema, persistono indefinitamente, accumulandosi nel suolo, nell’acqua e, infine, nel corpo umano.

“Quasi tutti noi avremo un certo livello di PFAS nel nostro corpo. Ma le prove… suggeriscono che la nostra dipendenza dai PFAS ha comportato un costo per l’ambiente, e forse anche per la salute umana,” ha affermato Toby Perkins, presidente del Comitato per il controllo ambientale.

Rischi per la salute e impatto ambientale

Mentre la ricerca è in corso, le prove scientifiche hanno già collegato alcuni PFAS a gravi problemi di salute, tra cui:
– Aumento del rischio di cancro ai reni
Elevati livelli di colesterolo
– Tossicità generale nel corpo umano

La preoccupazione del comitato è che molti di questi prodotti chimici vengono utilizzati semplicemente per “convenienza” – come rendere un maglione scolastico resistente alle macchie – piuttosto che per necessità. Il dottor Dave Megson della Manchester Metropolitan University ha osservato che i consumatori spesso non sono consapevoli del fatto che queste sostanze chimiche sono incorporate nei loro vestiti e nelle stoviglie di tutti i giorni.

Raccomandazioni chiave del Comitato

Per affrontare la crescente contaminazione, il Comitato per il controllo ambientale ha proposto diverse misure decisive da attuare entro il 2027 :

  1. Eliminazione graduale degli usi non essenziali: rimozione obbligatoria dei PFAS dai prodotti in cui esistono alternative più sicure.
  2. Il principio “chi inquina paga”: richiedere alle aziende che utilizzano queste sostanze chimiche di coprire i costi di pulizia ambientale.
  3. Fondi di bonifica: creazione di sostegno finanziario per le comunità che già soffrono di elevati livelli di inquinamento preesistente.
  4. Distruzione potenziata: aumento del numero di inceneritori in grado di distruggere in modo sicuro i PFAS nei flussi di rifiuti.

Una risposta divisa: governo contro industria

La proposta ha incontrato reazioni contrastanti. I gruppi ambientalisti e le istituzioni accademiche hanno accolto con favore la mossa, sostenendo che il governo deve attuare normative obbligatorie piuttosto che fare affidamento sull’autocontrollo del settore.

Tuttavia, i rappresentanti del settore hanno espresso preoccupazione. La Federazione delle industrie europee di pentole, posate e casalinghi ha sostenuto che vietare alcune applicazioni potrebbe portare a conseguenze indesiderate, come un aumento degli sprechi alimentari a causa della perdita delle proprietà antiaderenti.

Il governo del Regno Unito, tramite Defra, sostiene che il suo attuale piano PFAS è già “decisivo”, concentrandosi sul monitoraggio e sulla transizione verso alternative più sicure. Tuttavia, il comitato avverte che l’attuale approccio del governo si concentra troppo sul monitoraggio del problema piuttosto che sulla prevenzione dello stesso.

Il contesto globale

Il Regno Unito si trova ad affrontare un incombente divario normativo. Con l’Unione Europea pronta ad approvare divieti simili entro la fine dell’anno, il comitato avverte che il Regno Unito rischia di rimanere indietro sia negli standard ambientali che nello sviluppo di tecnologie chimiche alternative.


Conclusione: La spinta a vietare i PFAS non essenziali rappresenta un tentativo significativo di bilanciare la comodità del consumatore con la sicurezza biologica e ambientale a lungo termine. La sfida centrale resta se il Regno Unito riuscirà a passare ad alternative più sicure abbastanza rapidamente da prevenire un ulteriore accumulo nell’ecosistema.