I franchise Alien e Predator sono fiorenti. Nuovi film, spettacoli, fumetti e giochi mantengono vivo l’hype, soprattutto dopo il brusio attorno a Predator: Badlands e la promessa di un nuovo film AvP. Eppure, nonostante questo slancio, una nuova voce nella serie di videogiochi Aliens vs. Predator rimane stranamente assente. I crossover originali non hanno avuto solo successo; erano iconici, fondendo i punti di forza unici di ogni universo in un’esperienza brutale e tesa che non veniva replicata dal 2010.
L’eredità del crossover
La collisione tra Xenomorfi e Yautja è iniziata nei fumetti nel 1990, traducendosi rapidamente nei videogiochi grazie a sviluppatori come Capcom e Rebellion. Questi primi titoli stabilivano una formula: azione frenetica, terrore strisciante e una dinamica unica tra tre fazioni distinte. Gli sparatutto in prima persona (FPS) AvP si distinguevano per il combattimento viscerale e l’atmosfera horror, elementi che resistono ancora oggi.
Ma la domanda rimane: perché non abbiamo visto una versione moderna di questa formula? Predator: Hunting Grounds e il prossimo Alien: Isolation 2 dimostrano che l’interesse per entrambi gli universi rimane forte. L’assenza di un nuovo gioco AvP è sconcertante, soprattutto considerando il potenziale non sfruttato di un’esperienza davvero innovativa.
Cosa faceva funzionare i vecchi giochi?
I giochi AvP eccellevano perché non tentavano di reinventare la ruota. Hanno catturato l’essenza del materiale originale, contrapponendo gli implacabili Xenomorfi ai Predators tecnologicamente superiori in un caotico conflitto a tre con mercenari umani presi nel mezzo.
- Gameplay asimmetrico: ogni specie gioca in modo diverso. I Marines facevano affidamento sulla potenza di fuoco e sul lavoro di squadra, gli Xenomorfi sulla velocità e la furtività e i Predator su armi avanzate ed efficienza brutale.
- Atmosfera: i giochi bilanciavano l’orrore claustrofobico con i terreni di caccia infiniti, passando senza soluzione di continuità dalla sopravvivenza tesa all’azione esplosiva.
- Multigiocatore: Le modalità multiplayer asimmetriche erano leggendarie. AvP 2 offriva modalità uniche come Survivor (Xenomorfi che convertono interi server in droni) e Overrun (una battaglia in stile Counter-Strike con vite limitate).
Questi elementi hanno creato una tensione che pochi giochi moderni possono eguagliare. La natura imprevedibile del conflitto, combinata con gli stili di gioco distinti, hanno reso ogni partita un’esperienza elettrizzante e terrificante.
Perché i giochi eccellono laddove i film faticano
Anche se secondo quanto riferito, un nuovo film AvP è in fase di sviluppo, il mezzo presenta dei limiti intrinseci. Il grande schermo richiede un appeal di massa, spesso attenuando il lato brutale che definisce entrambi i franchise. I giochi, tuttavia, possono inclinarsi nell’oscurità.
I giochi AvP non avevano paura di esplorare la violenza grafica, la profondità strategica e le dinamiche di potere asimmetriche. Permettevano ai giocatori di impersonare il cacciatore o la preda, sperimentando il conflitto da molteplici prospettive. Questo livello di immersione è difficile da replicare in un film di successo limitato dagli ascolti e dalle aspettative del pubblico più ampie.
Il futuro del franchising
Il potenziale per un nuovo gioco AvP è innegabile. Il successo di titoli horror asimmetrici come Dead by Daylight dimostra che il pubblico desidera esperienze multiplayer tese e imprevedibili. Un titolo AvP moderno potrebbe trarre vantaggio da questa tendenza, offrendo una nuova interpretazione della formula classica.
Con Disney e 20th Century Studios che mostrano un rinnovato interesse per entrambi i franchise, i tempi sono maturi per un ritorno nell’arena dei giochi. Gli universi Alien e Predator sono ai massimi storici e un nuovo gioco AvP non è solo desiderabile; è un passo logico successivo. È tempo di lasciare che gli Yautja diano ancora una volta la caccia agli Xenomorfi, affiancati per buona misura da un gruppo di sfortunati marines.






























