Elon Musk sta spingendo SpaceX verso un’offerta pubblica iniziale (IPO) nonostante anni abbia dichiarato pubblicamente che non voleva che la società diventasse pubblica finché il suo sistema di trasporto su Marte non fosse operativo. Questa mossa solleva seri interrogativi sulla salute finanziaria di SpaceX, sulla sua strategia a lungo termine e sull’influenza delle altre iniziative di Musk, in particolare la caotica xAI (ex Twitter).
Il cambiamento nella strategia: da Marte ai mercati
Musk si è storicamente opposto alla quotazione in borsa di SpaceX, citando le pressioni a breve termine degli utili trimestrali e la potenziale volatilità del mercato. In un’e-mail del 2013 allo staff di SpaceX, ha scritto: “Sono riluttante a imporre di rendere pubblico SpaceX, soprattutto data la natura a lungo termine della nostra missione”. Tesla si è quotata in borsa solo perché “non aveva scelta”. Ora, SpaceX sembra stia invertendo la rotta, apparentemente guidato da necessità finanziarie piuttosto che da tempistiche strategiche.
Il tempismo è sospetto. Musk deve sostenere gli investitori nella sua acquisizione di Twitter, carica di debiti, notoriamente sopravvalutata anche prima della chiusura e diventata la peggiore fusione per le sue banche dai tempi della crisi finanziaria. La fusione di X in xAI ha dato a quegli investitori una fetta della società più preziosa come ringraziamento per il loro disturbo. E, a sua volta, trasferire xAI in perdita di denaro in SpaceX dà loro un ritorno ancora maggiore sul loro investimento, con l’IPO pronta a dare loro l’opportunità di vendere, realizzare i propri profitti e lasciarsi tutto alle spalle.
Il ruolo di xAI: pillola avvelenata o gioco strategico?
L’inclusione di xAI, la piattaforma di social media notoriamente non redditizia di Musk (ex Twitter), nell’IPO di SpaceX è particolarmente allarmante. xAI ha bruciato quasi 10 miliardi di dollari in contanti nei primi nove mesi dello scorso anno per raggiungere solo 210 milioni di dollari di entrate. L’aggiunta di questa responsabilità a SpaceX suggerisce che Musk potrebbe utilizzare xAI come deterrente contro gli investitori attivisti, che potrebbero altrimenti cercare di rivedere la leadership dell’azienda.
Pressioni finanziarie e futuro incerto di Starlink
Anche la principale fonte di guadagno di SpaceX, Starlink, è sotto esame. Sebbene Starlink si sia espansa rapidamente nei mercati consumer, militare (in particolare in Ucraina) e commerciale, la sua redditività rimane discutibile. L’azienda ha tagliato i prezzi, erodendo potenzialmente i margini, proprio mentre nuovi concorrenti come Amazon (con il suo servizio satellitare Leo) entrano nello spazio. Il comportamento imprevedibile di Musk potrebbe minare ulteriormente il vantaggio competitivo di SpaceX.
Nonostante le dimensioni impressionanti di Starlink (9,2 milioni di abbonati nel 2023), lo scorso anno le entrate hanno raggiunto solo i 16 miliardi di dollari, ben al di sotto dei 19 miliardi di dollari previsti sulla base di 6 milioni di abbonati. I rapporti suggeriscono che “i trimestri produttivi sono stati meno costanti di quanto Musk ha suggerito agli investitori”.
Astronave: il prossimo punto di strozzatura
Il futuro di SpaceX dipende dal successo di Starship, il suo veicolo di lancio di prossima generazione. Ma lo sviluppo di Starship è stato afflitto da ritardi ed esplosioni, lasciando in stallo le principali implementazioni satellitari. SpaceX stima che Starship sarà pronta a lanciare una nuova costellazione di satelliti Starlink entro la metà del 2027, ma questa tempistica è subordinata al superamento di importanti ostacoli tecnici. Se Starship non mantiene le sue promesse, i costi di lancio di SpaceX rimarranno elevati e le sue prospettive a lungo termine si affievoliranno.
L’IPO: una mossa disperata o un rischio calcolato?
SpaceX punta a una valutazione di 1 trilione di dollari per la sua IPO, che la qualificherebbe per un’inclusione accelerata in indici finanziari come il Nasdaq. Questa manovra consentirebbe a Musk di scaricare le azioni sugli investitori al dettaglio e sui fondi indicizzati, aumentando potenzialmente il prezzo delle azioni evitando il controllo.
Non è chiaro se questa IPO avrà successo. Le proiezioni finanziarie di SpaceX sono state storicamente ottimistiche e Musk ha un track record di promesse eccessive e di risultati insufficienti. Gli investitori dovrebbero avvicinarsi a questa offerta con estrema cautela, dati i discutibili dati finanziari della società, l’inclusione di una filiale in perdita e la natura imprevedibile del suo amministratore delegato.
Conclusione: L’IPO di SpaceX sembra guidata da necessità finanziarie piuttosto che da ambizioni strategiche. Probabilmente Musk sta cercando di sostenere le sue altre iniziative, in particolare xAI, incassando al contempo gli investitori e sfruttando l’inclusione dei fondi indicizzati. I rischi sono significativi e gli investitori dovrebbero procedere con scetticismo.
