Le orchidee solari prosperano ingannando le api con false strutture di polline

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Le orchidee solari, originarie dell’Australia, impiegano una straordinaria strategia di riproduzione: inganno le api a impollinarle utilizzando false antere che imitano le strutture ricche di polline di altre piante da fiore. Una nuova ricerca conferma che queste strutture ingannevoli non sono solo per spettacolo: sono fondamentali per il successo dell’orchidea, con la produzione di frutti che diminuisce drasticamente quando le false antere vengono rimosse.

L’arte del mimetismo floreale

Molte piante competono per gli impollinatori, ma le orchidee solari portano questa competizione a un nuovo livello. Non attirano solo le api; imitano le piante che le api già visitano per il polline. Questo mimetismo si estende sia alla forma che al colore delle “antere”, le parti del fiore contenenti il ​​polline. Le api, programmate per ronzare e far vibrare le vere antere per rilasciare il polline, cadono nell’illusione, tentando lo stesso comportamento sulle false strutture dell’orchidea.

Prova sperimentale dell’inganno

I ricercatori dell’Università di Uppsala, in Svezia, hanno testato rigorosamente l’importanza di queste false antere. Dipingendoli o rimuovendoli del tutto, hanno osservato una riduzione dal 51% al 71% della produzione di frutta, una chiara indicazione che l’inganno funziona. Anche quando sono circondate dalle piante vere che imitano, le orchidee solari beneficiano comunque dei loro falsi segnali. Lo studio dimostra che le api vengono attivamente ingannate nel tentativo di estrarre il polline da queste strutture.

Perché è importante

Questa scoperta evidenzia un vantaggio evolutivo unico. Le false antere possono fungere da “guide floreali”, indirizzando gli impollinatori verso le parti riproduttive dell’orchidea. I ricercatori notano che spesso le api si posano direttamente sulla colonna contenente la falsa antera, scambiando l’orchidea per una vera fonte di polline.

“Il contrasto cromatico tra l’antera e il petalo potrebbe dirigere gli impollinatori verso il centro del fiore e funzionare come ‘guida floreale’.”

Lo studio sottolinea quanto possano essere complesse e sofisticate le interazioni pianta-impollinatore. Ci ricorda che l’evoluzione spesso favorisce l’inganno tanto quanto la cooperazione.

Il documento di ricerca completo può essere trovato qui: https://doi.org/10.1111/1365-2435.70129.