Gli astronomi hanno osservato direttamente due giganti gassosi prendere forma all’interno del disco di polvere che circonda la giovane stella WISPIT 2, fornendo uno sguardo senza precedenti sulla formazione del sistema planetario. La scoperta, effettuata utilizzando il Very Large Telescope (VLT) dell’Osservatorio Europeo Australe e il suo Interferometro (VLTI) in Cile, offre informazioni cruciali su come i pianeti nascono da nubi vorticose di gas e polvere.
Un sistema planetario in via di sviluppo
Il sistema WISPIT 2 mostra evidenti lacune e strutture ad anello nel disco circostante, prova evidente che più pianeti si stanno attivamente assemblando lì. Queste caratteristiche non sono solo curiosità visive; essi rivelano il processo stesso di formazione dei pianeti. Gas e polvere si uniscono sotto la gravità, accumulando gradualmente materiale finché non emerge un protopianeta, lasciando dietro di sé lacune e anelli distintivi nel disco.
Il primo protopianeta, WISPIT 2b, è stato identificato l’anno scorso. È un colosso, circa cinque volte la massa di Giove, che orbita attorno alla stella a una distanza di 60 volte il divario Terra-Sole. Il pianeta appena confermato, WISPIT 2c, è ancora più vicino – quattro volte più vicino alla stella – e due volte più massiccio del suo fratello. Entrambi sono giganti gassosi, simili nella composizione a Giove e Saturno nel nostro Sistema Solare.
Capacità di osservazione senza precedenti
La capacità di osservare direttamente questi pianeti in formazione è una svolta nell’astronomia. Il recente aggiornamento dello strumento GRAVITY+ sul VLTI è stato fondamentale per rilevare WISPIT 2c così vicino alla sua stella. Anche lo strumento SPHERE sul VLT ha svolto un ruolo chiave nel confermare l’esistenza del pianeta.
“WISPIT 2 è il miglior sguardo al nostro passato che abbiamo fino ad oggi”, ha affermato Chloe Lawlor, Ph.D. studente presso l’Università di Galway, sottolineando l’importanza del sistema come laboratorio naturale per comprendere come si evolvono i sistemi planetari.
Potenziale per più mondi
Oltre ai due pianeti confermati, gli astronomi sospettano che un terzo mondo possa ritagliarsi uno spazio più piccolo più lontano nel disco. Questo potenziale pianeta potrebbe avere una massa pari a quella di Saturno, in base alle caratteristiche del divario.
Questa scoperta rafforza l’idea che la formazione dei pianeti sia un processo disordinato e dinamico. Gli spazi e gli anelli osservati attorno a WISPIT 2 non sono solo sottoprodotti; sono la prova delle interazioni gravitazionali in corso e dell’accrescimento materiale. Studiando questi sistemi, gli astronomi sperano di svelare i misteri di come si sono formati sistemi planetari come il nostro.
La ricerca appare su Astrophysical Journal Letters.
Conclusione: L’osservazione diretta dei protopianeti che si formano attorno a WISPIT 2 segna un significativo passo avanti nella comprensione della formazione dei pianeti. Il sistema offre un’opportunità unica per studiare le prime fasi dello sviluppo planetario, offrendo uno sguardo al passato del nostro Sistema Solare e rivelando potenzialmente la prevalenza di sistemi simili in tutta la galassia.






























