Gli asteroidi si scambiano materiale durante gli impatti al rallentatore della “palla di neve cosmica”, rivelano i dati della NASA

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Una recente analisi delle immagini della missione Double Asteroid Redirection Test (DART) della NASA conferma che gli asteroidi non sono rocce statiche nello spazio. Invece, si scambiano lentamente i detriti – come se lanciassero “palle di neve cosmiche” – rimodellando le loro superfici nel corso di milioni di anni. Questa scoperta fornisce nuove informazioni fondamentali sull’evoluzione degli asteroidi e su come potrebbero rappresentare una minaccia per la Terra.

Prova del trasferimento di materiale

La missione DART, progettata per testare la tecnologia di deflessione degli asteroidi, ha catturato la prima prova visiva diretta di questo fenomeno. Le immagini scattate pochi istanti prima che la navicella spaziale si schiantasse deliberatamente contro l’asteroide lunare Dimorphos hanno rivelato deboli strisce a forma di ventaglio sulla sua superficie. I ricercatori inizialmente hanno interrogato le immagini, sospettando errori della fotocamera o di elaborazione. Tuttavia, ulteriori analisi hanno confermato che le strisce erano formate da detriti di roccia e polvere provenienti dall’asteroide compagno di Dimorphos, Didymos, e che si depositavano sulla sua superficie tramite impatti estremamente lenti.

La scoperta è importante perché dimostra che gli asteroidi non sono corpi isolati ma sistemi dinamici che interagiscono costantemente con il loro ambiente. Circa il 15% degli asteroidi vicini alla Terra sono sistemi binari, rendendo questo scambio di materiale un processo comune.

Alterazione dell’orbita e spostamento sistemico

Oltre al trasferimento di materiale, la missione DART ha anche alterato in modo dimostrabile l’orbita del sistema binario di asteroidi attorno al sole. Lo spostamento è stato sottile – circa 1,7 pollici all’ora – ma significativo. Nel corso del tempo, anche piccoli cambiamenti orbitali possono determinare se un asteroide potenzialmente pericoloso si intersecherà con la Terra o passerà in sicurezza.

Questo impatto sistemico sottolinea il potere della deflessione cinetica mirata, un elemento chiave nelle strategie di difesa planetaria.

Il ruolo della rotazione degli asteroidi e l’effetto YORP

La ricerca si basa sulle conoscenze esistenti sul comportamento degli asteroidi, in particolare sull’effetto YORP. Questo fenomeno spiega come la luce solare possa gradualmente far ruotare piccoli asteroidi finché il materiale sciolto non si libera. La navicella spaziale Lucy della NASA ha osservato creste equatoriali simili su altri asteroidi, formate da materiale che si accumula dopo la perdita indotta dallo spin. Dimorphos e Didymos condividono queste caratteristiche, suggerendo un meccanismo diffuso per l’evoluzione della superficie.

I detriti di Didymos sono atterrati su Dimorphos a circa 12,1 pollici al secondo, abbastanza lenti da depositare materiale anziché creare crateri. Le strisce si allineano con i modelli che prevedono dove si accumulerebbe il materiale espulso, confermando il processo.

Missioni future e implicazioni per la difesa planetaria

La missione Hera dell’Agenzia spaziale europea, che arriverà a dicembre, condurrà un’indagine dettagliata post-impatto su Dimorphos. Gli scienziati sperano di determinare se le strisce a forma di ventaglio siano sopravvissute alla collisione e di identificare nuovi modelli creati dai detriti espulsi durante l’impatto. Questi dati perfezioneranno i modelli di evoluzione degli asteroidi e miglioreranno le misure di difesa planetaria.

“Ora sappiamo che gli asteroidi sono molto più dinamici di quanto si credesse in precedenza”, ha affermato Jessica Sunshine, autrice principale dello studio. Questa conoscenza è fondamentale per un’accurata valutazione del rischio e lo sviluppo di strategie efficaci per proteggere la Terra da potenziali impatti di asteroidi.