La missione Artemis II della NASA, il cui lancio è previsto per l’inizio di aprile, non è solo un ritorno all’orbita lunare, ma una serie di traguardi da record per l’esplorazione spaziale. L’equipaggio, composto dal comandante Reid Wiseman, dal pilota Victor Glover, dalla specialista di missione Christina Koch e dall’astronauta dell’Agenzia spaziale canadese Jeremy Hansen, realizzerà sei grandi imprese durante il volo di 10 giorni attorno alla luna. Questa missione non consiste semplicemente nel rivisitare la luna; si tratta di stabilire nuovi parametri di riferimento per il volo spaziale umano e aprire la strada a una presenza lunare sostenuta.
Primi nell’esplorazione lunare
L’equipaggio dell’Artemis II rappresenta un cambiamento storico nei viaggi spaziali. Glover diventerà il primo astronauta nero a visitare l’ambiente lunare e ad avventurarsi oltre l’orbita terrestre bassa, basandosi sui suoi precedenti successi come primo astronauta nero sulla ISS e pilotando la capsula Dragon di SpaceX. Koch sarà la prima donna ad andare oltre il LEONE e a visitare la Luna, aggiungendosi al suo record di maggior numero di giorni consecutivi nello spazio da parte di una donna (328 giorni). Hansen sarà il primo non americano a raggiungere l’orbita lunare, segnando il contributo significativo del Canada all’esplorazione lunare.
Record di età e distanza
Wiseman diventerà il astronauta più anziano a visitare la Luna a 50 anni, superando il record di Alan Shepard dell’Apollo 14. Ciò riflette lo spostamento della NASA verso la priorità dell’esperienza nel suo programma Artemis. La missione invierà inoltre l’equipaggio alla più lontana distanza dalla Terra mai raggiunta dall’uomo, circa 250.000 miglia (402.000 chilometri), superando il precedente record detenuto dall’equipaggio dell’Apollo 13. Questa distanza comporterà fino a 50 minuti di silenzio radio mentre l’equipaggio passa il lato nascosto della luna.
Velocità di rientro e avanzamento tecnologico
L’equipaggio dell’Artemis II rientrerà nell’atmosfera terrestre a velocità superiori a 25.000 mph (40.200 km/h), rendendoli gli esseri umani più veloci della storia durante il rientro. Ciò metterà alla prova i limiti degli scudi termici della navicella Orion, sebbene la NASA rimanga fiduciosa nelle loro prestazioni. La missione segna anche il primo lancio con equipaggio del razzo SLS e la prima volta che gli esseri umani piloteranno la navicella spaziale Orion. L’inclusione del sistema di comunicazione ottica Orion Artemis II, un relè di comunicazione basato su laser, rappresenta un passo significativo verso la creazione di un’infrastruttura di comunicazione affidabile a lunga distanza per le future missioni lunari.
The Artemis II mission is more than just a symbolic return to the moon; è un passo avanti nell’esplorazione dello spazio, che spinge i limiti in termini di velocità, distanza e rappresentazione umana. Questi record rappresenteranno pietre miliari nella storia dello spazio, aprendo la strada a una presenza sostenibile sulla Luna e a future missioni su Marte.
