Il lancio della missione Artemis 2 della NASA è imminente, segnando il ritorno dell’umanità in prossimità della Luna dopo una pausa di 50 anni. Questo non è semplicemente un volo simbolico; è una spedizione scientifica meticolosamente pianificata, progettata per ampliare i confini dei viaggi spaziali umani e prepararsi per le future missioni su Marte. Il viaggio di 10 giorni, che porterà gli astronauti Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, porterà la navicella spaziale Orion più lontano nello spazio profondo di quanto qualsiasi essere umano si sia mai avventurato prima: circa 4.700 miglia oltre il lato nascosto della luna.
La scienza dietro il volo
Artemis 2 è strutturato come un’importante impresa scientifica insieme ai test dell’hardware. L’obiettivo principale è raccogliere dati cruciali sugli effetti degli ambienti dello spazio profondo sul corpo umano, compresa l’esposizione alle radiazioni, la salute e le prestazioni. Gli stessi astronauti sono i soggetti principali di numerosi esperimenti a bordo.
Midollo osseo e rischi da radiazioni: Uno studio chiave, AVATAR (“A Virtual Astronaut Tissue Analog Response”), utilizza tessuto umano coltivato in laboratorio per simulare le risposte degli organi alle radiazioni spaziali. Il midollo osseo, vitale per la produzione di sangue e cellule immunitarie, è particolarmente suscettibile ai danni da radiazioni, rendendolo un punto focale per la valutazione dei rischi per la salute durante le missioni prolungate. Confrontando la risposta molecolare del tessuto al volo spaziale con i dati della ISS e i campioni degli astronauti pre/post-volo, i ricercatori mirano a perfezionare strategie sanitarie personalizzate per i viaggi di lunga durata. Precedenti ricerche confermano che periodi spaziali anche più brevi causano perdita ossea, evidenziando la gravità dei rischi legati allo spazio profondo.
Test di stress nello spazio profondo: l’esperimento ARCHeR monitorerà i livelli di stress degli astronauti, i modelli di sonno, il movimento e la funzione cognitiva utilizzando dispositivi indossabili. Questi dati in tempo reale forniranno informazioni su come il confinamento, la routine quotidiana e l’isolamento influiscono sulla salute e sul lavoro di squadra nello spazio profondo. Inoltre, gli astronauti raccoglieranno campioni di saliva per monitorare i cambiamenti del sistema immunitario legati alle radiazioni e allo stress, inclusa la riattivazione di virus dormienti come la varicella e l’herpes zoster, un fenomeno precedentemente osservato sulla ISS. Il monitoraggio sanitario completo continuerà per mesi prima e dopo la missione, compresi test di equilibrio e passeggiate spaziali simulate per valutare l’adattamento alla gravità.
Monitoraggio dell’esposizione alle radiazioni: A differenza degli astronauti sulla ISS, l’equipaggio dell’Artemis 2 si avventurerà oltre la magnetosfera protettiva della Terra, esponendosi a livelli di radiazioni significativamente più elevati. Dosimetri personali e sensori di bordo monitoreranno l’esposizione in tempo reale, allertando l’equipaggio in caso di tempeste solari o altri picchi di radiazioni. Questi dati, combinati con le misurazioni del partner internazionale cubesats, miglioreranno la comprensione del comportamento delle radiazioni all’interno di Orion e del suo impatto sugli esperimenti sulla salute umana.
Una prospettiva lunare unica
La missione offre anche la rara opportunità di osservare la Luna da un punto di osservazione mai visto da oltre mezzo secolo. Mentre Orion gira intorno al lato opposto, gli astronauti utilizzeranno una finestra di tre ore per studiare il terreno precedentemente inaccessibile all’osservazione umana diretta. La luna apparirà all’incirca delle dimensioni di un pallone da basket a distanza di un braccio.
L’equipaggio fotograferà e descriverà le caratteristiche modellate da antichi impatti e colate laviche, con particolare attenzione al Bacino Orientale, una cicatrice da impatto larga 600 miglia che segna il confine tra il lato vicino e quello lontano. Potrebbero anche essere testimoni di attacchi di meteoroidi o nubi di polvere inspiegabili, che forniscono dati preziosi per la scienza lunare.
Artemis 2 è più di un semplice volo di prova; è un passo fondamentale verso una presenza umana sostenuta oltre la Terra. I dati raccolti informeranno direttamente i futuri atterraggi lunari e apriranno la strada alle missioni con equipaggio su Marte.
Il successo di questa missione è vitale per la fattibilità a lungo termine dell’esplorazione spaziale. Le conoscenze acquisite daranno forma alla futura progettazione delle missioni, ai protocolli sanitari degli astronauti e alla nostra comprensione delle sfide inerenti ai viaggi nello spazio profondo.





























